TM News | 23/06/2012 - 21.06
ROMA - «Il Presidente della Repubblica, come è naturale, non ha da rilasciare commenti, nè tanto meno conferme o smentite, in merito a frammenti di conversazioni private intercettate dalla polizia giudiziaria e pubblicate da alcuni quotidiani. Ogni eventuale approfondimento è riservato all'Autorità giudiziaria competente, secondo le modalità e con le garanzie dell'ordinamento giuridico».
Lettera al «Fatto Quotidiano» - Lo ha scritto il Consigliere della Presidenza della Repubblica Pasquale Cascella, portavoce del Presidente Giorgio Napolitano, in una lettera al quotidiano il «Fatto» ricevuta ieri e pubblicata oggi. Una risposta alla richiesta avanzata dal giornale al Quirinale per una presa di posizione di Napolitano sul comportamento del suo Consigliere giuridico Loris D'Ambrosio, con riferimento a quanto emerso nelle intercettazioni pubblicate dal 'Fatto' delle sue conversazioni telefoniche con l'ex ministro dell'Interno Nicola Mancino circa l'inchiesta giudiziaria sulla presunta trattativa fra Stato e Mafia nei primi anni novanta.
La replica del quotidiano - La risposta ottenuta da Cascella non è bastata al quotidiano diretto da Antonio Padellaro che, con l'editoriale di apertura di oggi firmato da Marco Lillo, nel dare conto della lettera ricevuta dal Quirinale, ha rinnovato la richiesta a Napolitano di una presa di posizione su D'Ambrosio. E ha contestato al portavoce del Colle una «mancata replica» alla domanda posta, criticandolo per il ricorso ad «alibi» giudicati non veri: il trattarsi di «conversazioni private»; l'essere solo «frammenti di telefonate» ; la necessità procedurale che «solo l'Autorità giudiziaria se ne debba occupare».
Online il testo integrale delle intercettazioni - «Per sgombrare il campo dalle prime due obiezioni» di Cascella sulla parzialità e il carattere privato delle conversazioni finora rese pubbliche fra Mancino e il Consigliere D'Ambrosio, 'il Fatto' ha quindi deciso di pubblicare oggi on line sul proprio sito il testo integrale delle intercettazioni che riguardano il Colle. «In modo che - ha argomentato il quotidiano- il Presidente possa rendersi conto che non si tratta di frammenti e che di privato non hanno proprio nulla».
Napolitano deve rispondere all'opinione pubblica - Quanto all'obiezione procedurale circa la competenza esclusiva della Magistratura in questo momento a valutare quanto intercettato, «continuiamo a pensare - è la conclusione dell'editoriale del Fatto in risposta alla lettera del Portavoce del Quirinale - che anche il Presidente della Repubblica debba rispondere del suo comportamento, di quello del suo staff e delle conversazioni telefoniche nelle quali i suoi collaboratori spendono il suo nome non all'Autorità giudiziaria ma all'opinione pubblica. L'unica che può giudicarlo senza lo scudo dell'immunità».
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