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Il tema delle riforme istituzionali

Riforme, Alfano al Corriere: Serve uno scatto di reni

Modello francese «possibile entro la prossima primavera». Secondo il segretario Pdl la proposta dell'elezione diretta del presidente della Repubblica - avanzata in conferenza stampa pochi giorni fa da lui e Silvio Berlusconi - è «sostenibile»

TM News | 29/05/2012 - 19.55

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L'ex Premier Berlusconi con il Segretario del PDL Angelino Alfano

ROMA - Serve «uno scatto di reni» per le riforme: lo dice il segretario del Pdl Angelino Alfano in una Lettera Aperta pubblicata oggi dal Corriere della sera. «Facciamo un appello a tutti i nostri interlocutori politici: serve uno scatto di reni, cogliamo tre coincidenze favorevoli come la fine del settennato di un eccellente presidente, il termine della legislatura e l'imminenza di un dibattito in parlamento per varare insieme semipresidenzialismo e nuova legge elettorale. Le proposte ci sono, i tempi anche» inizia Alfano, secondo cui si potrebbe giunge in primavera già all'elezione diretta del nuovo capo dello Stato, secondo il 'modello francese'

Modello francese «possibile entro la prossima primavera» - Secondo il segretario Pdl la proposta dell'elezione diretta del presidente della Repubblica - avanzata in conferenza stampa pochi giorni fa da lui e Silvio Berlusconi - è «sostenibile» «in riferimento ai tempi a disposizione e la compatibilità del calendario istituzionale» inclusa la riforma in discussione al Senato. «Se fossimo d'accordo e approvassimo, in prima lettura, la riforma al Senato e alla Camera entro i primi d'agosto, potremo giungere entro ottobre al varo definitivo».
Allora «Basterebbero tre mesi per mettere a punto la legge elettorale e le norme attuative di dettaglio» prosegue Alfano secondo cui «Con una disposizione transitoria (come è sempre accaduto per i più significativi interventi sulla Costituzione) si potrebbero svolgere le prime elezioni presidenziali dirette della Repubblica italiana entro marzo e le successive elezioni politiche nel mese di aprile» per consentire l'insediamento del nuovo presidente alla fine del settennato di Giorgio Napolitano. «Noi» garantisce Alfano «non ci tireremo indietro, approveremo la riforma che è in discussione al Senato e prima del suo arrivo in Aula presenteremo gli emendamenti per introdurre il semipresidenzialismo e le norme transitorie».

La proposta del segretario Pdl è accompagnata da una disamina della crisi economica: «Le recenti elezioni hanno registrato ovunque il disperato grido di allarme di tanti cittadini che si sono espressi in forme talvolta molto critiche verso le classi politiche dei propri Paesi» analizza Alfano, secondo cui però bisogna distinguere fra «democrazie deboli» come la Grecia «nella quale la precarietà si associa a debolezze istituzionali» e «democrazie della decisione» come la Francia, «dove la sera delle elezioni presidenziali i cittadini sanno chi guiderà il Paese nel successivo quinquennio». La Francia dunque, modello perchè «lì la volontà di cambiamento non si infrange sulla scogliera dell'ingovernabilità». E anche l'Italia, «come il presidente Berlusconi ha più volte affermato, ha bisogno di modernizzarsi, scegliendo di diventare una democrazia della decisione». E Alfano specifica, «Sono infatti convinto che l'Italia in questa crisi viva difficoltà maggiori di altri, proprio in conseguenza del suo sistema di governo».

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