Venerdì,  24/05/2013, 15.22 h

La Politica Italiana

Precario equilibrio alla commissione Affari Costituzionali

Riforme, Berlusconi annuncia svolta. Salta l'accordo al Senato

E' bastato che Silvio Berlusconi nel pomeriggio, annunciasse una conferenza stampa in Senato per far saltare il precario equilibrio della commissione Affari Costituzionali e il debole accordo Abc sul testo di revisione della Carta

TM News | 24/05/2012 - 21.36

Commenti    Stampa    Inviare  

Il Senato della Repubblica

ROMA - E' bastato che Silvio Berlusconi nel pomeriggio, annunciasse una conferenza stampa in Senato per far saltare il precario equilibrio della commissione Affari Costituzionali e il debole accordo Abc sul testo di revisione della Carta. Quando poi i senatori del Pdl hanno candidamente ammesso ai loro colleghi di Pd e Udc che sì, domani Berlusconi, accompagnato dal fido Angelino Alfano, annuncerà una svolta semipresidenzialista e una proposta di legge elettorale a doppio turno, il banco è definitivamente saltato. E a niente è valso che Gaetano Quagliariello, del Pdl, avesse annunciato già nel pomeriggio che «se qualcuno presenterà qualcosa (leggasi Berlusconi) lo farà perchè il Pdl ha politicamente bisogno di alzare l'asticella, non per rinnegare quanto fatto finora».

D'Alia: Se il PdL ha cambiato idea ce lo dica - L'apertura del vicecapogruppo pidiellino a palazzo Madama, però, è stata ignorata dai colleghi. Appena si sono diffuse le prime notizie sull'appuntamento di domani con Berlusconi, in commissione è stata la volta di Giampiero d'Alia, dell'Udc, pontiere nato che però stavolta se l'è presa di brutto. «Il Pdl - ha fatto notare non senza una nota di sarcasmo - si è rimangiato l'accordo tra Udc e Pd sulle riforme costituzionali?». L'accusa ai colleghi, del resto, è di quelle pesanti, specie quando c'è di mezzo un accordo: «ostruzionismo».
«Se il Pdl ha cambiato idea - ha detto ancora D'Alia - ce lo dica con chiarezza e se ne assuma la responsabilità. Noi vogliamo andare avanti e siamo disponibili anche a limitare la riforma alle parti già approvate e cioè alla sola riduzione del numero dei parlamentari».

Finocchiaro: Noi leali al patto - Parole che la capogruppo del Pd, Anna Finocchiaro, ha fatto proprie e rilanciato. «Invoco un chiarimento politico da parte del Pdl: dicano a che gioco stanno giocando. Noi - ha detto Finocchiaro - manteniamo la nostra lealtà nei confronti del patto, ma se questa lealtà non viene corrisposta, non possiamo sconfinare nella dabbenaggine. Vogliamo un chiarimento politico dal Pdl». E non dalle seconde file, visto che a nulla sono valsi i tentativi di Quagliariello prima e di Nitto Palma poi di dire che da parte del Pdl non c'è alcun ostruzionismo, che quanto fatto fin qui non verrà cancellato, che la riduzione del numero dei parlamentari non è incompatibile con il semipresidenzialismo o il doppio turno, anzi.

Eppure, uno spiraglio di mediazione c'è ancora a palazzo Madama: Finocchiaro e D'Alia, dopo gli strali iniziali, hanno fatto gioco di sponda e teso la mano, proponendo lo stralcio della riduzione del numero dei parlamentari (già votata ieri da tutti) e la trasformazione in un ddl autonomo, cui dare una corsia preferenziale. «Apprezziamo ma non si può, per adesso», è stata la risposta estremamente sintetizzata del Pdl, risposta o concetto che ha fatto dire a Pd e Udc, a mezza bocca, «in quel che resta del partito del predellino, ancora non muove foglia che Berlusconi non voglia».

La riduzione del numero dei Parlamentari - Della partita stralcio, però, anche il relatore e presidente della Commissione Carlo Vizzini, in un ultimo disperato tentativo di mediare. La riduzione dei parlamentari, ha detto, «è stata approvata con il consenso di tutti i gruppi e questo rappresenta un punto di riferimento per la legge elettorale. E' un segnale atteso dagli italiani, più del bicameralismo o di altro. La riduzione viene vista come una cosa urgente dai cittadini». Poi, Vizzini ha rivendicato il «buon lavoro» fatto in commissione, dove ieri si è votato l'articolo 1 (riduzione del numero dei parlamentari) e oggi tutti gli emendamenti agli articoli 6, 7 e 8, anche se con alcuni punti messi da parte. Accantonati invece i quattro articoli relativi al superamento del bicameralismo perfetto e alla sfiducia costruttiva, rimandati alla prossima riunione, prevista per martedì alle 12.
Da qui a quel giorno, spazio per le nuove iniziative dunque? «Che dei leader di partito facciano delle proposte - ha risposto Vizzini - va bene, ma temo che, se si tratta di ragionamenti complicati, non ci sarebbero i tempi. Questa non è una stagione per cose complicate». Riunione della commissione aggiornata, facce scure e attesa per domani, quando Berlusconi e Alfano annunceranno la più grande novità politica... prima del week end.

Commenti    Stampa    Inviare  

Diventa fan de «La Politica Italiana» su Facebook

Commenta la notizia

L'articolo è archiviato così:

ULTIME NOTIZIE

  • Letta incontra Cameron, «priorità assoluta lavoro giovanile» Letta incontra Cameron, «priorità assoluta lavoro giovanile»
    L'incontro, che ha avuto luogo prima dell'inizio della riunione dei capi di Stato e di governo dei Ventisette, per il loro vertice straordinario dedicato a energia e lotta all'evasione ed elusione fiscale, è durato circa mezz'ora, e ha concluso la serie di bilaterali che Letta ha avuto, da quando ha assunto la guida del governo italiano, con i leader dei maggiori paesi europei
  • «Domandiamoci se portiamo divisione o unione» «Domandiamoci se portiamo divisione o unione»
    «A volte sembra che si ripeta oggi quello che è accaduto a Babele: divisioni, incapacità di comprendersi, rivalità, invidie, egoismo». Così il Papa nel corso dell'udienza generale in piazza San Pietro
  • L'esordio europeo di Letta L'esordio europeo di Letta
    Il vertice straordinario dei capi di Stato e di governo dell'Ue, che si svolgerà domani a Bruxelles, il primo summit europeo per il premier italiano Enrico Letta, sarà un incontro ampiamente interlocutorio, senza grandi decisioni concrete, in attesa del Consiglio europeo «vero e proprio»
  • Letta: «Lotta senza tregua all'evasione» Letta: «Lotta senza tregua all'evasione»
    Se avremo sviluppi in ambito europeo «sarà più efficace la lotta all'evasione all'interno del nostro Paese, piaga cronica che combatteremo senza tregua e senza cedimento alcuno». Lo dice il presidente del Consiglio, Enrico Letta, nel suo intervento in Senato
  • I partiti devono acquisire la personalità giuridica I partiti devono acquisire la personalità giuridica
    I Senatori del Pd a prima firma Anna Finocchiario e Luigi Zanda, hanno ripresentato in questa legislatura il testo del ddl di riforma dei partiti. Una norma che molto ha il sapore di sfida ai Cinque Stelle e al MoVimento di Beppe Grillo che di rete e blog fa la sua casa e il suo strumento di battaglia poliitca
 

Segui La Politica Italiana

 

La Politica Italiana è un sito di 3A Media Srl (P.IVA 11065161009), non riproducibile o utilizzabile da terzi | Powered by Diario del Web