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Riunione della segreteria del PD

Bersani: Non pensiamo che sia «fatta»

Il Segretario dei Democratici preoccupato per il disagio sociale e l'antipolitica di Grillo. In prima fila su quelle riforme-simbolo che i cittadini attendono: dal finanziamento ai partiti alla legge elettorale. Enrico Letta: Abbiamo sottovalutato il grillismo

TM News | 22/05/2012 - 21.45

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Il leader del PD Pierluigi Bersani

ROMA - Il Pd e il centrosinistra hanno vinto le elezioni, e bisogna rivendicarlo visto che in tanti cercano di 'coprire' questo dato, ma attenzione a pensare che sia «fatta». Pier Luigi Bersani, secondo quanto raccontano, si è rivolto così stamattina alla segreteria del partito, riunita per l'analisi del risultato dei ballottaggi. Da qui alle elezioni del 2013 mancano mesi, è stato il ragionamento del segretario, e il Paese attraversa una recessione pesante che non potrà che aggravare il disagio sociale. Del resto, avrebbe sottolineato il segretario, se il voto amministrativo segna chiaramente la vittoria del centrosinistra sul centrodestra, i segnali di allarme non mancano: il dato dell'astensione, meno drammatico di alcune previsioni ma comunque presente; l'afflusso di molti voti di 'scontento' su Beppe Grillo, un centrodestra allo sbando che lascia un pericoloso «vuoto».

Bersani preoccupato per disagio sociale e antipolitica Grillo - Bersani, raccontano, è preoccupato soprattutto dal rischio che si sovrappongano due fattori: il disagio sociale provocato dalla crisi e dalle misure di austerità imposte dalla Germania la disaffezione dei cittadini rispetto alla politica. Per questo il leader Pd si è presentato questa sera da Mario Monti per chiedere che le questioni sociali diventino «la priorità» per il Governo: Bersani capisce che nei prossimi mesi non si potrà restare a guardare, mentre la crisi morde, e sa che il Pd ha ora un maggior potere contrattuale, grazie ai risultati dei ballottaggi e alla sponda francese. Ecco allora la richiesta al Governo di ottenere più «margini» dall'Ue sul bilancio.
Il Pd, ha anche insistito il segretario, dovrà essere in prima fila su quelle riforme-simbolo che i cittadini attendono: dal finanziamento ai partiti alla legge elettorale. Pur sapendo, sottolinea un esponente della segreteria, «che in Parlamento non abbiamo la maggioranza noi, e dunque non è detto che riusciremo a portare a casa tutto...».

Il tema delle alleanze - Per quanto riguarda le alleanze, il segretario ha chiaro che il dato delle amministrative cambia completamente la partita sul fronte moderato, il timore che i centristi scelgano di lavorare alla ristrutturazione del centrodestra è forte. Ma proprio per questo Bersani in questo momento non vuole dare a Casini il «pretesto» per puntare a destra: i democratici, ha spiegato, insistono con la loro proposta, quella di un centrosinistra largo, aperto ai moderati e alle forze intellettuali. Certo, non tanti scommettono sulla possibilità di attrarre ancora Casini «ma - spiega un esponente della segreteria - il dato è che adesso noi siamo centrali, non altri. Sta ad altri decidere cosa fare».

Enrico Letta: Abbiamo sottovalutato Grillo - «È oggettivamente vero che abbiamo sottovalutato il grillismo. Ma sfido qualunque sondaggista a tirar fuori pronostici con quello che è accaduto. C'era un vuoto che è stato coperto in modo intelligente dalla proposta del Movimento 5 stelle». Lo ha detto a Sky Tg24 il vicesegretario del Pd, Enrico Letta, nel corso di «Rapporto Carelli».
«C'è una crescente attenzione e - ha aggiunto - dobbiamo tenerne conto. Penso che la politica sia fatta di movimenti politici che hanno dei leader che concorrono al governo del paese. Penso che non sia sbagliato se anche Grillo concorra, penso sia naturale».
Quanto alle definizioni su Bersani usate da Beppe Grillo, Letta ha commentato: «Le ho trovate particolarmente sgradevoli e penso che Bersani abbia fatto bene a rispondere che da Grillo ci sia aspetta che dica cose su come il Paese deve uscire da questa crisi perché il confronto è su questi temi non su come offendere i concorrenti politici».

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