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Inchieste | Il caso Lusi

Lusi, la Giunta verso il sì alla consegna degli atti ai PM

Domani alle 20 la Giunta del Senato dirà sì alla richiesta della Procura di Roma di avere accesso agli atti dell'audizione di Luigi Lusi, ex tesoriere della Margherita. Pdl preme, Pd apre a pubblicità. Carteggi Follini-Schifani

TM News | 21/05/2012 - 21.17

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Il Senato della Repubblica

ROMA - Domani alle 20, con ogni probabilità, la Giunta del Senato dirà sì alla richiesta della Procura di Roma di avere accesso agli atti dell'audizione di Luigi Lusi, l'ex tesoriere della Margherita sul quale pende una richiesta d'arresto per appropriazione indebita e associazione a delinquere. I partiti, infatti, sono quasi unanimemente d'accordo a consegnare le carte, con alcune eccezioni di carattere personale di qualche senatore preoccupato di creare un pericoloso precedente.
Ma quanto c'è di volontà di fare chiarezza davvero e quanto di opportunità politica nelle dichiarazioni d'intenti e di richieste di pubblicità degli atti? Come tutte le vicende giudiziarie che entrano in Parlamento, anche l'affaire Lusi si trascina dietro guerre tra partiti rivali e anche tra correnti, scaramucce che diventano a volte vere e proprie battaglie.

Carteggio Follini-Schifani - Il primo elemento a non tornare è la posizione del presidente della Giunta, Marco Follini, nei confronti della presidenza del Senato. Oggi infatti, con una nota, negli uffici di presidenza della Giunta si precisava che Follini «ha già scritto» al presidente del Senato una lettera chiedendo di dare alle sedute della Giunta la massima pubblicità compatibilmente con le regole attuali». In realtà, secondo quanto si apprende, la lettera citata dagli uffici di Follini recherebbe la data del 21 maggio (cioè oggi) e, ancora, non vi sarebbe scritta alcuna richiesta particolare, ma solo il calendario e, riferiscono alcune fonti, un generico auspicio di rivedere le regole di segretezza del lavoro di Giunta.
In realtà, ricostruendo il fitto intreccio di note e lettere degli ultimi giorni, risulta che il primo a trasmettere le richieste dei magistrati è stato proprio Schifani, che ha inviato a Follini la richiesta dei pm romani venerdì nel primo pomeriggio. In replica Follini, con due comunicati a stretto giro, faceva presente a tutti che, preso atto delle dichiarazioni sussurrate alla stampa da alcuni senatori e del fatto che il sistema di segretezza della Giunta di fatto non funziona, riteneva auspicabile una revisione delle regole della Giunta. Dopodichè, assicurava che avrebbe investito quanto prima la Giunta stessa della richiesta dei pm «sondando gli animi dei senatori», ma nessun riferimento a una propria volontà di rendere pubblici i lavori.

Aperture nel PD - Il 'sondaggio', però, ha fatto emergere, tra l'altro, due posizioni nette ascrivibili ai partiti più grandi. Il Pdl, da un lato, avrebbe tutto l'interesse (e non ne fa mistero) a consegnare gli atti di Lusi ai pm e a darne massima pubblicità, tanto da chiedere la registrazione dell'audizione ufficialmente per agevolare il lavoro dei funzionari stenografi. Il Pd, dall'altro, è in parte fedele alla linea Finocchiaro-Bersani di 'fare pulizia' al proprio interno (se c'è da farne) e dare quindi visibilità integrale alle dichiarazioni di Lusi ma in parte sembra essere anche molto attento a quelli, ex popolari innanzitutto, che provengono dalla Margherita e che forse, prima di rendere pubbliche le dichiarazioni dell'ex tesoriere, potrebbero volerne esaminare il contenuto.
Questa doppia anima dei democratici, quindi, ha portato prima al 'no' alla registrazione e poi al sì che salvo sorprese verrà dato domani. Tanto più che il capogruppo democratico in Giunta, Francesco Sanna, per fugare ogni dubbio oggi ha chiesto a Follini «di domandare, per la seduta di mercoledi prossimo, al presidente del Senato di disporre la pubblicità dei lavori della Giunta delle immunità mediante l'utilizzazione dei sistemi audiovisivi con accesso al pubblico e alla stampa, e diffusione sul sito web del Senato della Repubblica». «Un po' tardino...» è stata la replica, piuttosto seccata, di alcuni senatori del Pdl all'iniziativa del collega democratico.

Ancora due novità: in Procura a Roma l'avvocato della Margherita, Titta Madia, ha depositato una nuova denuncia di Francesco Rutelli nei confronti dell'ex tesoriere della Margherita per quanto dichiarato dal parlamentare davanti alla Giunta. Nell'atto preparato dal penalista si ipotizza il reato di calunnia. Alla Camera dei Deputati, invece, Manlio Contento, del Pdl, ha presentato un'interrogazione al ministro della Giustizia, Paola Severino, chiedendole di inviare un'ispezione alla Procura di Roma. Obiettivo? Verificare l'operato della magistratura, «sulla base delle notizie di stampa di questi giorni che riportano la difesa dello stesso Lusi, secondo il quale ci sarebbe stata un'ingerenza nell'attività della Procura da parte dei vertici della Margherita».

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