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Il Governo e la «strana maggioranza»

Scontro su corruzione e falso in bilancio, Governo nel guado

Dopo ok a norma Pdl, il Ministro Severno sconfessa il Sottosegretario. La presa di distanze del Ministro è stata duramente stigmatizzata dal capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto. Ferranti (PD): Il falso in bilancio è «parte integrante della manovra anti-corruzione»

TM News | 15/05/2012 - 20.51

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Il Ministro della Giustizia, Paola Severino

ROMA - Quando sconfina dai temi 'classici' dell'economia e del fisco, non di rado il Governo Monti accusa gravi imbarazzi. E' accaduto anche oggi, sui temi della giustizia, con le battute d'arresto sul ddl anticorruzione e sul falso in bilancio che hanno acceso il fuoco delle polemiche dentro e fuori l'eterogenea maggioranza che sostiene i 'tecnici'. I due temi sono strettamente connessi, ma sul primo dopo una raffica di interventi del Pdl, un'ora e mezzo di commissioni riunite alla Camera è servita a votare un solo subemendamento alle norme penali proposte dal ministro della Giustizia Paola Severino; mentre sul falso in bilancio è passato (con il voto di Udc e Fli, dopo il parere favorevole del Governo che pure aveva dato l'ok anche a un emendamento del Pd di segno opposto) un emendamento del pidiellino Manlio Contento che di fatto svuota la proposta di legge dell'Idv per tornare alla formulazione pre-2005 del reato, «prima della norma 'ad personam' voluta da Berlusconi», ha spiegato un infuriato Antonio Di Pietro.

L'incidente ha provocato una dura reazione anche da parte del PD, che ha deciso una insolita conferenza stampa congiunta con l'Idv per chiedere «chiarezza» al Governo. L'Idv, dal canto suo, ha deciso di non ritirare le firme di Di Pietro e del relatore Federico Palomba dalla proposta di legge, già calendarizzata per l'aula della Camera il 28 maggio, ma ovviamente riproporrà la sua norma attraverso un emendamento. E ha chiesto, pur senza farne il nome, la rimozione di Augusta Iannini, capo dell'ufficio legislativo di via Arenula.
Severino (nel giorno delle dimissioni del sottosegretario Andrea Zoppini, indagato) ha puntato il dito sull'altro sottosegretario, Salvatore Mazzamuto, che ha dato in commissione il controverso parere del Governo: «Se errore c'è stato, nel senso che il sottosegretario Mazzamuto non ha letto per intero la scheda fornitagli - ha commentato in una nota dettata dagli Stati Uniti dove si trova in missione - si porrà rimedio in aula». «Mio errore ma la scheda non era chiara», ha replicato Mazzamuto.

La presa di distanze del Ministro è stata duramente stigmatizzata dal capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto: «Un'eventuale sconfessione da parte del ministro Severino del sottosegretario Mazzamuto ci sembra del tutto inaccettabile», ha commentato. Ma la presa di posizione della guardasigilli non è bastata nemmeno a placare le ire di Di Pietro: «Al di là delle responsabilità di Mazzamuto - ha replicato l'ex pm - il ministro non ha risposto al quesito di fondo: intende ripristinare o no il falso in bilancio? Oppure intende mantenere la legge ad personam che Berlusconi si è fatto a uso e consumo proprio?».

Il falso in bilancio è «parte integrante della manovra anti-corruzione», ha ammonito Donatella Ferranti del Pd. Mentre il suo compagno di partito Andrea Orlando si è detto certo dell'intenzione del Governo di rimediare all'errore: «Chi remasse in altra direzione si assumerebbe oggi la grave responsabilità di alimentare ulteriormente il distacco dei cittadini dalla politica e dalle istituzioni». In realtà Fli ha già annunciato che correggerà il suo errore nel passaggio d'aula, e l'Udc, che con Lorenzo Ria aveva parlato di «errore», ha fatto sapere che valuta l'ipotesi di presentare suoi emendamenti per l'aula.

Ma il punto politico è evidentemente un altro: con l'emendamento Contento il falso in bilancio «rimane un reato di danno e non di pericolo - ha spiegato l'azzurro Francesco Paolo Sisto - che è tale se reca un nocumento concreto alla società. La proposta di Di Pietro non si poteva sostenere, manca la soglia di effettività». Tradotto in politica, la maggioranza su questi temi non c'è e se c'è non è quella che sostiene il Governo. Il che per il Pdl non è possibile: «Non è accettabile - ha ammonito Cicchitto - che esistano di fatto due maggioranze, una fra il Pdl, il Pd e il Terzo Polo sulle questioni economiche e sociali e altri temi, e un altro schieramento fra Pd, Idv ed eventualmente altre forze sulla giustizia, il falso in bilancio eccetera».

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