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Ancora tensione tra UDC e FLI

Terzo Polo «diviso» ai summit di maggioranza

Dice Pier Ferdinando Casini che parlando solo di alleanze la politica muore. Epperò nelle ultime ore, soprattutto dalle parti del defunto Terzo Polo non si parla quasi d'altro. Forse convention Fini, freddo Casini-Rutelli. Svolta Pdl il 24?

TM News | 10/05/2012 - 21.35

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Il leader dell'UDC Pierferdinando Casini

ROMA - Dice Pier Ferdinando Casini che parlando solo di alleanze la politica muore. Epperò nelle ultime ore, soprattutto dalle parti del defunto Terzo Polo non si parla quasi d'altro. C'è una data, segnata sul taccuino del leader Udc, ma anche di Gianfranco Fini: è il 24 maggio (o a ridosso di quella data), giorno nel quale - secondo insistenti indiscrezioni - Angelino Alfano lancerà il nuovo e agile partito 2.0 annunciato settimane fa come la «più grande novità politica» dei prossimi anni. Anche in base a quella mossa, all'effetto che produrrà, alla portata della novità i tre leader dell'ormai ex Terzo polo orienteranno il loro agire. Non necessariamente all'unisono, ma neanche sicuramente in modo dissonante. Per ora, il veleno e le difficoltà si moltiplicano anche se - almeno dalle parti di Fli - pare che l'input consegnato dal leader a Italo Bocchino, Benedetto Della Vedova, Roberto Menia e Alessandro Ruben nel corso di una riunione odierna sia stato «non eccediamo nelle polemiche».

Clima pessimo - Perché, nonostante l'auspicio di Casini, il clima nell'area di centro resta pessimo. Si moltiplicano incontri, riunioni, sospetti. Oggi Benedetto Della Vedova ha incontrato Francesco Rutelli. Proprio il leader di Api - secondo diverse fonti - sarebbe in «freddo» con Casini e pronto a insistere sulla necessità di ripartire dopo i ballottaggi sulla strada intrapresa dai tre partiti di centro. Fini, dal canto suo, avrebbe invitato i suoi ad attendere proprio i movimenti interni al Pdl, convinto che difficilmente il percorso intrapreso con il Terzo polo abbia alternative. I finiani - visto anche il momento di difficoltà - invitano anche a notare la solidità del rapporto tra Fli, Api e Mpa.

Riavvicinamento con il PDL? - Eppure, c'è un sospetto che attanaglia buona parte dei terzopolisti non schierati con l'Udc. Il timore è che l'operazione di Casini preveda una rifondazione solitaria di una «grande Udc», un nuovo nome e un riavvicinamento con il Pdl, senza coinvolgere i due partiti alleati. Il ruolo di «papa straniero» lo rivestirebbe Luca Cordero di Montezemolo, corteggiato da tempo dal Cavaliere.
Questo lo spettro. Ma è proprio l'ex premier a rappresentare l'ostacolo, il macigno all'eventuale progetto. Senza un suo passo indietro, la strategia di Casini sembrerebbe obbligata e passerebbe dalla costruzione di un Polo nazionale alternativo proprio alla formazione berlusconiana, con l'obiettivo di partecipare nel 2013 all'esperienza di un governo il più largo possibile. Che è poi il progetto temuto per lunghi mesi da Berlusconi, una riedizione del centrosinistra con dentro Casini. Un progetto che piace a Italo Bocchino, come spiegato oggi in un'intervista, ma che nel corso della riunione odierna Fini ha chiesto di «non sponsorizzare», se non altro per ragioni tattiche.

L'Udc, intanto, continua a lanciare segnali poco concilianti nei confronti degli alleati. Oggi è stata annunciata la campagna che porterà i centristi e la classe dirigente casiniana in «cento città», partendo da quattro differenti appuntamenti. Nessun invito per Fli e Api, piuttosto per società civile e mondo produttivo. Guarda caso proprio il target di quel Partito della nazione che anche ieri Pier Ferdinando ha minacciato di costruire da solo, di fronte ai distinguo futuristi. Per non restare con le mani in mano, i finiani ragionano sulla possibilità di organizzare entro giugno una nuova convention programmatica, probabilmente al Sud. Anche in quel caso, senza invitare l'Udc.
Schermaglie, nulla di definitivo al momento. A raccontare il clima, in fondo, basta quanto accaduto oggi. Un vertice sulla politica estera convocato alla Farnesina da Terzi si è trasformato nell'occasione per mostrare la fotografia di un Terzo Polo ormai diviso. Non uno, ma tre delegati, uno per ciascun partito dell'area di centro si sono presentati al ministero degli Esteri. Casini ha dato forfait all'ultimo momento, «inviando» Adornato. Fli addirittura ha 'raddoppiato', facendosi rappresentare da Menia e Contini. Quattro in tutto, per tre partiti.

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