TM News | 25/04/2012 - 19.57
ROMA - Il presidente del Consiglio Mario Monti è certo che «il rigore porterà gradualmente a una crescita sostenibile e al lavoro». Il premier, le cui dichiarazioni al museo della Liberazione di via Tasso, a Roma, sono riportate da Sky Tg24, ha sottolineato come l'Italia sia oggi chiamata a superare «nuove, gravi, difficoltà economiche e sociali», e potrà farlo - ha detto - solo se «tutti lavoreremo» per il bene del Paese.
Napolitano: Impegno inderogabile per la politica - Risolvere la crisi economica italiana ed europea è un «impegno inderogabile» della politica. Per il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, tutti devono fare i «sacrifici necessari», attingendo «alla lezione di unità nazionale che viene dalla Resistenza».
Il Capo dello Stato ha poi sottolineato di essere convinto che l'Italia riuscirà a uscire dalla crisi, attraverso un rilancio «dello sviluppo economico e sociale del Paese» e «sulla base di una giusta distribuzione dei sacrifici necessari».
Camusso: Monti non sta facendo un buon lavoro - «Monti non sta facendo un buon lavoro. Ha annunciato un programma di rigore, equità e crescita, ma vediamo solo il rigore». Lo ha dichiarato il segretario della Cgil Susanna Camusso a margine della manifestazione per il 25 aprile in corso a Milano.
«Senza lavoro e creazione di lavoro - ha dichiarato Camusso, secondo i Tweet pubblicati dalla Cgil - non si esce dalla crisi. Serve un Piano sul lavoro, bisogna incentivare le assunzioni, sbloccare gli investimenti e favorire il credito a cittadini e imprese». Per rimettere in moto l'economia, secondo la segretaria della Cgil occorre «aumentare la pressione sull' evasione fiscale e tassare le rendite dei patrimoni, per alleggerire pressione su lavoro».
«Dal governo - ha aggiunto Camusso - arrivano solo politiche di rigore riferite al debito, e il dato oggettivo è che continua ad aumentare la disoccupazione. La crescita continua ad essere rinviata e le nuove regole sul lavoro non creano neanche un posto in sé». E infine un monito a coloro che continuano a ripetere il rischio default per giustificare le misure di rigore: «La crisi della Grecia - ha concluso Camusso - non sia usata come un argomento di minaccia. Se si continuano a fare le politiche di rigore di questo governo, aumenterà la recessione».
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