TM News | 24/04/2012 - 18.45
ROMA - «Auspico che i nostri due marò possano tornare presto liberi in Italia». Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano concludendo il suo intervento nell'incontro al Quirinale con gli esponenti delle associazioni combattentistiche e d'arma, i ministri Cancellieri e Di Paola, i rappresentanti dell'Anpi, il sindaco di Roma, il presidente della Provincia e la presidente della Regione, in occasione delle celebrazioni per il 25 aprile.
GIURISDIZIONE INDIANA - Intanto il caso dei due marò detenuti nel Kerala «rientra nella giurisdizione indiana»: questa la linea che il governo di New Delhi ribadirà davanti alla Corte Suprema, chiamata a decidere sulla costituzionalità dell'arresto dei militari italiani accusati di aver ucciso due pescatori indiani scambiandoli per pirati. «Il procedimento giudiziario» che riguarda Massimiliano Latorre e Salvatore Girone «andrà avanti, e fino a quando la Corte Suprema non deciderà altrimenti questo resterà il nostro punto di vista» ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri di Delhi, Syed Akbaruddin citato dall'agenzia PTI.
Ammettendo il ricorso presentato venerdì scorso dal governo italiano, i magistrati della Corte Suprema di New Delhi hanno ascoltato ieri la posizione di Roma - sostenuta dal principe del foro indiano Harish Salve -, e hanno chiesto al governo federale e alle autorità del Kerala di presentare le loro contromemorie nella prossima udienza, fissata per l'8 maggio. Confermando che la linea dell'esecutivo indiano non cambia, il portavoce ha dichiarato: «Fino a quando non si deciderà e disporrà del caso diversamente, la nostra opinione è che la nostra giurisdizione si estenda alla detenzione» dei fucilieri. «Certo - ha aggiunto - possono esserci persone con diversi punti di vista».
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