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La protesta dei No Tav in Valsusa

Tav, Bersani: Non cedere alla violenza

L'annuncio del Segretario: Il PD farà vigilanza democratica. Di Pietro: La rinuncia sarebbe un errore, si pensi a farla altrove. Verdi: Il Governo fermi gli espropri e convochi i sindaci della Val Susa. Ferrero: La Cancellieri fermi l'occupazione, serve il dialogo

TM News | 28/02/2012 - 14.22

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Il Segretario del PD Pierluigi Bersani

ROMA - «In queste ore drammatiche per la vita di una persona, quella di Luca Abbà, ci sono movimenti che possono prendere una piega non accettabile perciò il nostro messaggio è: si torni al confronto civile, si può essere contrari a quest'opera, ma non cedere in nessun modo ad atti o gesti che aprano la strada alla violenza. Il Pd farà vigilanza democratica». Pier Luigi Bersani, al termine della segreteria del Pd, ha espresso così la preoccupazione del partito per gli scontri dei No Tav.

Bersani incontra Esposito: Urge un pronunciamento del Parlamento - Il segretario nazionale del Partito Democratico, Pier Luigi Bersani, ha incontrato oggi pomeriggio l'onorevole Stefano Esposito del Pd. Lo comunica una nota dell'ufficio stampa del Pd. Bersani ha espresso la «solidarietà personale e del partito all'on. Esposito per gli attacchi che ha subito per aver difeso il percorso democratico che ha portato alle decisioni relative alla Tav», continua la nota.
Nel corso del colloquio Bersani ed Esposito hanno condiviso l'opinione che sia «urgente e necessario un pronunciamento del Parlamento». Il segretario del Pd e l'on. Esposito hanno ricordato in proposito che il Pd ha presentato «una mozione parlamentare per rendere immediatamente disponibili le risorse da destinare al piano di sviluppo della Val di Susa e che il gruppo parlamentare ha esplicitamente chiesto la calendarizzazione urgente per la discussione parlamentare su questo testo».
Il segretario del Pd ha infine espresso il proprio «apprezzamento per l'operato e per le posizioni espresse in questi giorni dal sindaco di Torino, Piero Fassino, e dal presidente della provincia di Torino, Antonio Saitta».

Di Pietro: La rinuncia sarebbe un errore, si pensi a farla altrove - Rinunciare alla Tav sarebbe un grande errore, si può pensare di realizzare quest'opera altrove, non nella Val di Susa. E' l'ipotesi rilanciata dal leader di Idv, Antonio Di Pietro.
«Una via d'uscita c'è, che ci sia la volontà di trovarla, direi di no - ha commentato Di Pietro a Tgcom24 -. Il manifestante che è caduto ieri dal traliccio non è membro di quei gruppi oltranzisti che sfogano la loro violenza sfasciando le vetrine, ma è un residente della Valle che si è fatto prendere dalla foga della protesta. Per quanto riguarda le vie di trasporto, costruire delle grandi vie ferroviarie che tolgano i camion dalle strade, mi sembra una buona cosa. Fare delle ferrovie non mortifica l'ambiente. Dobbiamo chiederci se bisogna farla proprio in Val di Susa. Perché non pensare al terzo valico di Genova? Rinunciare alla tav sarebbe un grande errore, ma bisogna trovare un punto d'incontro. Ora il dialogo si è spinto oltre, non si parla più di tav, tra i valligiani si sono intrufolati persone che godono facendo soffrire».
«Una cosa è una protesta, un'altra - ha aggiunto Di Pietro - è rovinare la giornata di altri che lavorano. Questo è un abuso del diritto di protesta. Se fossi io a decidere continuerei a verificare di trovare un'altra via, tuttavia il corridoio 5 lo riterrei fondamentale».

Fiano (Pd): Tutti contribuiscano ad arginare la violenza - E' «legittimo» dissentire in democrazia, ma le decisioni prese devono anche essere «attuate» e tutti devono contribuire ad evitare la «vilenza». Lo ha detto Emanuele Fiano, presidente forum sicurezza del Partito democratico. «Ancora in queste ore la nostra preoccupazione principale è la vita di Luca Abbà, che speriamo risponda positivamente alle terapie a cui è sottoposto. Allo stesso tempo lavoriamo per disinnescare il clima di tensione che è di nuovo esploso intorno alla vicenda del cantiere Tav. La politica deve dare il suo contributo utilizzando parole chiare ed inequivocabili».

Verdi: Il Governo fermi gli espropri e convochi i sindaci della Val Susa - «Il governo interrompa immediatamente l'esproprio dei terreni e convochi i sindaci della Val di Susa ed i leader del movimento No-Tav per ascoltare le loro ragioni». Lo ha affermato il Presidentedei Verdi Angelo Bonelli, sottolineando che «è venuto il momento che il Presidente del Consiglio Mario Monti ascolti le argomentazioni di chi si oppone ad un'opera inutile e che rappresenta esclusivamente uno spreco di denaro pubblico».

Ferrero: La Cancellieri fermi l'occupazione, serve il dialogo - «Il ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri dice che serve il dialogo, ma chi manda i militari ad occupare la valle? Ha ragione, il dialogo con la popolazione valsusina servirebbe, ma il suo governo sta facendo altro, sta proseguendo con l'occupazione armata della Val di Susa»: Lo ha affermato Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista - Federazione della Sinistra.

Bocchino: Inaccettabili tensioni contro la Polizia - «Le manifestazioni in Val di Susa dei No Tav vanno rispettate pur non condividendole, ma evitiamo di strumentalizzare quanto accaduto ieri che è la conseguenza dell'imprudenza di uno dei manifestanti». Lo ha affermato il vicepresidente di Fli, Italo Bocchino. «Sono inaccettabili tensioni e rabbia nei confronti delle Forze dell'Ordine che svolgono il loro lavoro per assicurare a tutti che la manifestazione non diventi una guerriglia urbana; al tempo stesso sono inaccettabili i toni utilizzati da certa stampa che irresponsabilmente sparge benzina sul fuoco», ha aggiunto.

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