TM News | 31/01/2012 - 19.19
ROMA - «Solo chi non ha conosciuto Tremaglia può pensare che la sua fosse un'identità chiusa». Lo ha detto il presidente della Camera Gianfranco Fini, ricordando durante un convegno la figura di Mirko Tremaglia.
«Una concezione dell'identità non museale - ha aggiunto - lo portò prima di altri che come lui erano convintamente radicati in un'identità quasi ideologica, a confrontarsi con il tema dei diritti e dei doveri dei migranti. Pensare che Tremaglia, che a volte veniva rappresentato come il fascista che non sa o non vuole ascoltare le ragioni altrui, negli ultimi tempi della sua vita si interrogava su quanto e come sia possibile integrare nella nostra società, attraverso l'adesione a valori di fondo, uomini e donne che vengono da altri mondi, credo che significhi per davvero rendere omaggio e onore a un uomo di destra. Ovviamente a condizione di avere una certa idea della destra», sottolinea, aggiungendo che Tremaglia «era uomo innamorato della sua terra e perciò sempre pronto nel nome della sua patria, a fare ciò che riteneva utile per renderla migliore».
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