TM News | 03/08/2011 - 16.03
ROMA - «E' questo che intendiamo quando parliamo di un meridionalismo senza più campanili, di un Sud da intendere come risorsa per il Paese. Di un Mezzogiorno da spingere sulla strada dello sviluppo in un'ottica prima nazionale, poi europeistica». Lo affermano i parlamentari di Noi Sud Enzo Scotti, Antonio Milo e Luciano Mario Sardelli commentando l'esito della seduta del Cipe di questa mattina che ha sbloccato i fondi Fas destinati al Mezzogiorno spalancando, in pratica, le porte all'applicazione del più volte annunciato Piano per il Sud.
«Un primo risultato positivo - spiegano Scotti, Milo e Sardelli - che supera i localismi che hanno reso inefficienti gli interventi adottati in questi ultimi anni, e che è stato possibile raggiungere proprio grazie al pressing costante operato da Noi Sud».
«Gli interessi del Mezzogiorno - rilanciano i tre esponenti politici - vanno tutelati e garantiti da una forza governativa nazionale. Il resto non è destinato a reggere a lungo». E proprio per questo, aggiungono: «bisogna porre sempre più l'accento sulla esigenza di uno sviluppo del Meridione nel quadro di una politica nazionale unitaria e come problema comune del Mediterraneo».
«Adesso, però - ribadiscono gli onorevoli Scotti, Milo e Sardelli - ci attendiamo che dalle parole si passi rapidamente ai fatti e che i progetti finanziati vengano messi rapidamente in cantiere».
«Da parte nostra - concludono - terremo sempre alta la guardia e continueremo a vigilare sull'azione del governo».
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