TM News | 11/08/2012 - 13.31
ROMA - "La decisione del Governo di cancellare circa l'80% degli uffici del giudice di pace (667 su 846), assunta dal Consiglio dei Ministri di ieri, rischia di produrre effetti esiziali per la giustizia nel suo complesso, oltre a presentare patenti profili di incostituzionalità". Lo afferma Vincenzo Crasto, presidente dell'Associazione nazionale dei Giudici di Pace.
"Mentre per i tribunali - prosegue - il Governo ha ascoltato i rilievi del Parlamento, con riferimento alla chiusura degli uffici del giudice di pace, il Governo lo ha in maniera pervicace ignorato, disattendendo i pareri delle Commissioni Giustizia di Camera e Senato ed ha dimostrato una immotivata volontà punitiva nei confronti di una giustizia efficiente. Lo stesso Csm con delibera del 19 aprile evidenziava la preoccupazione di una chiusura degli uffici del giudice di pace sulla base del taglio lineare e suggeriva al Governo dapprima la soppressione di quegli uffici che non rientravano nei parametri della delega parlamentare e successivamente di rimettere alle istituzioni regionali una diversa distribuzione degli uffici nel proprio territorio, così come prevede l'articolo 116 della Costituzione".
(segue)
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