TM News | 13/07/2012 - 15.11
ROMA - Anna Maria Tarantola guiderà la Rai con equilibrio e indipendenza, e molta attenzione per la qualità del prodotto. Lo afferma la neopresidente dell'azienda pubblica, sottolineando che «nell'affrontare questo impegnativo e delicato incarico ho ben presente la speciale natura dell'azienda Rai, che le viene dall'essere anche servizio pubblico, condizione questa che richiede una particolare cura alla qualità del prodotto, alle competenze, alla cultura. Intendo esercitare tale mandato con equilibrio, indipendenza e trasparenza».
Cda martedì su Tarantola e Gubitosi - Dovrebbe tenersi martedì mattina il Cda Rai chiamato a prendere atto del voto in Vigilanza (il parere vincolante che rende efficace la nomina di Anna Maria Tarantola alla presidenza) e ad esprimere il nome del direttore generale (dal Tesoro è stato indicato Luigi Gubitosi). Quindi si passerà alle deleghe del presidente, tema che potrebbe essere affrontato in un successivo Consiglio mercoledì.
Merlo: Più deleghe non prevedono corsie preferenziali a Pdl - «I maggiori poteri e deleghe più forti al nuovo vertice aziendale non contemplano, credo, la corsia preferenziale per alcune delegazioni di partito, nello specifico il Pdl, ad affrontare i temi e gli argomenti riconducibili al futuro del servizio pubblico direttamente con il Governo. Se la governance della Rai deve essere più snella e meno condizionata dai partiti, questo deve realmente capitare. Le deroghe, al riguardo, non debbono avere cittadinanza». Lo dice Giorgio Merlo, Pd, vicepresidente della commissione di Vigilanza Rai.
Minzolini: Decidono i partiti, di cosa si stupisce Bersani? - «Sulla Rai ormai ci si muove tra ipocrisia e dosi di demagogia. Tutti i direttori del Tg3, peraltro colleghi bravissimi, sono stati nominati con l'assenso del segretario di turno del Pci, del Pds, dei Ds, del Pd. E allora di cosa si stupisce Bersani?». Lo afferma l'ex direttore del 'Tg1' Augusto Minzolini commentando la nomina di Anna Maria Tarantola a presidente della Rai in un'intervista al 'Corriere della Sera'. «Se volevano un presidente con poteri eccezionali, capace di rovesciare l'azienda, avrebbero dovuto prima privatizzarla, l'azienda, oppure nominare un commissario straordinario», dice Minzolini. «Finché l'editore di riferimento della Rai è il Parlamento, e in Parlamento ci sono i partiti, non puoi pensare di cambiare la scena più di tanto».
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