TM News | 05/05/2012 - 10.44
ROMA - I sondaggi più recenti rincuorano Pier Luigi Bersani, le amministrative di domenica prossima possono diventare davvero il bis di quelle del 2011 e lanciare la volata del leader Pd per le politiche del prossimo anno. Lo scorso anno era la minoranza del partito che si preparava a mettere in discussione la sua leadership in caso di tracollo alle amministrative, ma la vittoria del centrosinistra nelle principali città e la sconfitta di Silvio Berlusconi a Milano ribaltarono la partita e blindarono il segretario democratico. Quest'anno la 'minaccia' è il partito dei 'montiani' che, dentro e fuori il Pd, lavora per far proseguire l'esperienza della 'maggioranza strana' ben oltre le elezioni del prossimo anno, ovviamente con un premier che non potrebbe essere il leader Pd. Bersani punta molto sul risultato di domenica, nella speranza che in Francia le cose vadano come ormai tutti i sondaggi prevedono.
Il leader Pd ancora nei giorni scorsi ha ribadito quello che è il suo schema di gioco in vista delle prossime politiche: "Un centrosinistra di governo, che decide a maggioranza quando non è d'accordo, e che offre la sua piattaforma per la ricostruzione del Paese anche ai moderati, alle forze costituzionali", cioè innanzitutto ai centristi di Pier Ferdinando Casini. Insomma, un Pd alleato sicuramente con Nichi Vendola e che pone invece precise condizioni all'Idv di Antonio Di Pietro, aperto poi al confronto con i centristi. Il leader democratico sa bene che questo progetto non è quello che hanno i mente i 'moderati' del suo partito, da Enrico Letta a Walter Veltroni, Giuseppe Fioroni, Paolo Gentiloni. E non è nemmeno lo schema a cui lavora Casini, pronto a raccogliere i transfughi di una auspicata diaspora dei pidiellini. Senza contare che i democratici sono convinti da settimane di dover vincere soprattutto un ostacolo: l'ostilità di pezzi importanti "dell'establishment", che non vorrebbero il Pd al Governo, o perlomeno non vorrebbero il Pd in posizione di forza in un futuro governo. E' la tesi che Bersani espone a chi parla con lui e che Alfredo Reichlin ha illustrato dettagliatamente sull'Unità un paio di settimane fa.
Per questo sono assolutamente importanti i risultati, italiani e francesi, di domenica prossima. Il Pd è dato dai sondaggi appena sotto al 30%, mentre il Pdl nelle rilevazioni riservate dei democratici sarebbe addirittura sotto al 20%. Il Terzo polo, invece, alle amministrative va in ordine sparso. Una vittoria netta del centrosinistra darebbe forza al progetto bersaniano di un Pd "baricentro" tra la sinistra di governo di Sel e i moderati. Anche perché il 'partito della Nazione' di Casini è tutto da costruire e i 'tecnici' del Governo non stanno certo guadagnando popolarità nei sondaggi, man mano che passano i mesi e la crisi si fa sentire.
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