TM News | 29/03/2012 - 15.26
BRUXELLES - Per il vicepresidente del Csm, Michele Vietti, la vicenda di Giancarlo Giusti - il giudice calabrese arrestato per corruzione con l'aggravante di aver favorito la 'ndrangheta - deve essere l'occasione per "una riflessione autocritica" sul modo "quasi automatico" in cui l'organo di autogoverno dei magistrati usa lo strumento della 'valutazione di professionalità' per gli avanzamenti di carriera.
La sezione disciplinare del Csm ha sospeso il dottor Giusti dallo stipendio e dalle funzioni fin dal 16 dicembre scorso, ben prima delle misure cautelari" chieste dal pool antimafia milanese. Il Csm "più di questo non può fare", ha detto Vietti incontrando la stampa oggi a Bruxelles, a margine di un incontro con il presidente della commissione europarlamentare per le Libertà civili, la Giustizia e gli Affari interni, Juan Fernando Lopez Aguilar.
"La 'valutazione di professionalità positiva fu data dal Csm a Giusti allo stato degli atti di allora (il 3 novembre scorso, ndr), e non intendo metterla in discussione. Non voglio e non posso tornare su quella decisione, che d'altra parte - ha ricordato il vicepresidente del Csm - è presa a maggioranza con quattro voti contrari e quattro astensioni".
(segue)
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