Quando si parla di pensioni, in Italia, il discorso è un po’ complicato. Nel nostro paese non è facile andare in pensione e quelli che ci vanno, alla fine, non riescono spesso a trarre grandi benefici economici dalla cosa, almeno per quello che riguarda le pensioni classiche, quelle statali. Sono sempre di più, infatti, gli italiani che decidono di integrare le classiche pensioni con quelle private, per avere una somma in più dal momento in cui si smetterà di lavorare.

Abbiamo deciso di avventurarci in questa guida alle ultime novità delle pensioni 2017, e per farlo ci siamo avvalsi della collaborazione degli esperti di In Pensione.

Pochi medici scelgono di andare in pensione

I medici spesso non vogliono andare in pensione. Secondo dei dati 2016 pubblicati dall’ENPAM, solo il 9% dei medici di famiglia che poteva andare in pensione lo scorso anno, ha effettivamente deciso di farlo. La quota La percentuale sale un pò, ma non di molto, per la categoria degli specialisti ambulatoriali, arrivando al 18%. In considerazione di questo, non c’è da stupirsi se l’età media del personale sanitario italiano è elevata, oltre i 55 anni.

La pensione anticipata

Si parla di pensione anticipata per indicare la possibilità di andare in pensione prima dell’arrivo dell’età minima pensionabile. Tra gli addetti sanitari, si applica il concetto di “pensione anticipata” per indicare quel momento in cui egli, o ella, ritiene di non riuscire più a reggere lo stress della professione, lo svolgimento delle guardie notturne (che sono pesanti) e così via.

La legge stabilisce, ad oggi, che il medico può andare in pensione anticipata solo se egli ha versato almeno 35 anni di contributi, se svolge turni da almeno 10 anni e se, nel corso degli ultimi 7 anni, ha fatto almeno 64 notti all’anno.

Cumulo gratuito

Le ultime novità in merito di pensioni dei medici introducono il cosiddetto “cumulo gratuito”, una soluzione che consente di unire i contributi versati nel corso della scuola di specializzazione insieme a quelli che sono stati versati, in seguito, all’ENPAM tramite l’esercizio della professione. Questo provvedimento consente di andare in pensione prima nella maggior parte dei casi.

Ape sociale

Ultima novità per tutti i medici è quella che riguarda l’anticipo pensionistico, distinzione tra Ape sociale e Ape volontaria. Sulla prima si è espresso di recente il Consiglio di Stato che ha proposto lo slittamento della presentazione della domanda al 31 luglio – prima era prevista per il 30 giugno. Dubbio sul TFR (trattamento di fine rapporto), che viene in ogni caso percepito a 66 anni e 7 mesi.

Per quel che riguarda l’Ape volontaria, invece, si corre lo stesso rischio, anche se in questo caso si può tranquillamente chiedere un prestito presso una delle banche convenzionate Inps al fine di colmare la differenza tra l’importo dell’assegno maturato oggi e quello cui si avrebbe diritto entro la scadenza naturale dell’età lavorativa.

Opzione Donna

Specifico per le dottoresse, l’ “Opzione Donna” consente alle donne che hanno compiuto 57 anni alla data del 31 dicembre 2015, o 58 anni nel caso in cui sono lavoratrici autonome, e che hanno almeno 35 anni di contributi versati alle spalle, di poter andare in pensione in via anticipata.

Rivalutazione delle pensioni

I sindacati indicano che sia fondamentale effettuare la rivalutazione dell’importo della pensione, soprattutto in considerazione delle maggiori tasse che i pensionati italiani subiscono rispetto ai “colleghi” europei. Si ritiene dunque importante una politica fiscale che possa andare a sostegno dei pensionati.