L’incertezza continua a offuscare la sorte dei 3,3 milioni di cittadini dell’UE che attualmente vivono nel Regno Unito, dopo che i parlamentari britannici, proprio ieri sera, hanno respinto un emendamento che avrebbe tutelato il loro diritto di rimanere. A questo punto, ad attendere maggiori informazioni, sono anche i tanti italiani che vivono a Londra (circa 500.000) e nelle altre città britanniche.

I retroscena della bocciatura dell’emendamento

L’emendamento che dovrebbe permettere agli europei di continuare a vivere in UK è stato

bocciato con 332 voti contro 290 che, invece, sarebbero stati favorevoli.

Intanto, il disegno di legge che dà al governo il potere di innescare l’articolo 50 ed iniziare il processo di lasciare l’Unione europea è stato approvato senza emendamenti da 494 voti a favore contro soli 122 contrari, e tutto questo fa paura agli italiani, e non solo.

Solo tre parlamentari dei Tory – Ken Clarke, Tania Mathias e Andrew Tyrie Read – hanno votato a favore dell’emendamento introdotto dal laburista Harriet Harman.

I più conservatori erano intenzionati a votare a favore dell’emendamento, ma il senso di ribellione alle volontà di partito è poi “svanito” grazie ad intervento “all’ultimo respiro” del ministro Ambra Rudd, secondo The Independent. La Rudd ha assicurato ai suoi colleghi che “non cambierà niente” per i cittadini dell’UE nel Regno Unito e ha affermato che l’incertezza non è a causa dell’esitazione del governo, ma piuttosto per il fatto che alcuni paesi dell’UE insistono sul fatto che non ci può essere nessuna trattativa prima della notifica. Le parole della Rudd fanno eco a quelle di Theresa May del mese scorso, quando il Primo Ministro ha detto che il fallimento nel garantire un accordo di protezione reciproca prima dell’inizio dei negoziati era dovuto solo ad uno o due leader UE, pertanto la minoranza.

A che punto è il Brexit?

Il disegno di legge dovrà comparire davanti alla Camera dei Lord, dove il governo non ha una maggioranza e dove i Liberal Democrat e i Labour potrebbero teoricamente unire le forze per ripristinare l’emendamento, che farebbe tornare il disegno di legge ai Commons.

Tuttavia, la Camera dei Lord è stata minacciata di essere addirittura sciolta se dovesse continuare a vanificare i progressi della Brexit. Lo dice il Daily Telegraph.

A questo punto, dunque, sembra che il Brexit ci sarà, non importa quali saranno i politici che cercheranno ancora di lavorare per rimanere in UE.

Cosa accadrà agli italiani e a tutti gli altri europei?

E’ decisamente presto per dirlo anche perché le informazioni sono tutte frammentarie, ma d’altronde, con un accadimento così importante e considerando che ci si trova di fronte alla prima esperienza del genere, è normale che sia così.

Da un lato è tanta la paura di chi vive a Londra e in UK, di dover essere costretto, un giorno, a lasciare il paese.

D’altra parte, la mossa sarebbe palesemente negativa per il Regno Unito, che perderebbe forza lavoro qualificata e si isolerebbe ancora di più.

Per questo motivo è più probabile che alla fine si giungerà ad un accordo tra UK e UE, in cui gli europei potranno continuare a vivere e lavorare nel paese senza alcun problema.

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