Anche se è passato un po’ di tempo dalla pronuncia del Tar di Bolzano relativamente all’illegittimità delle ordinanze espulsive create su quel territorio, la sua eco, ancora oggi, risuona e si ribadisce che questo riempie i cuori degli operatori del gioco e di casino online. Ma queste righe vogliono servire per far ben comprendere quanta violenza e quanta imposizione vi sia stata da parte dell’Amministrazione bolzanina nel decretare questa espulsione a gradi che ha colpito le attività ludiche che, di fatto, dovranno abbandonare la città e non vi si potranno assolutamente spostare da una zona all’altra visto che in nessuna sua parte si potranno collocare attività inerenti al gioco d’azzardo lecito (perchè, invece, quello illegale vi staziona ed anche con buoni profitti).
In realtà, l’eccesso di potere da parte dell’amministrazione di quella città si è sviluppato con irragionevolezza prima ed incongruità e mancanza di proporzionalità poi, in modo strisciante creando due diverse forme di espulsione: prima a macchia di leopardo, posto che nella città di Bolzano veniva dichiarata una serie infinita di luoghi sensibili vicino ai quali non era possibile aprile un’attività qualsiasi di gioco, e successivamente con effetto pantera nel senso che in città si era creato un effetto totalmente negativo ed espulsivo.
E questo non ha ovviamente portato nulla di utile per la città, almeno da quanto risulta dalle varie ricerche che sono state effettuate ed anche dai continui accessi da parte delle Forze di Polizia che devono intervenire con una frequenza assillante per tamponare la situazione del territorio dove sono nati, come funghi, punti illegali a mezzo dei cosiddetti totem che vanno assolutamente eliminati poichè agiscono senza alcuna autorizzazione ed in barba alle normative vigenti su quel territorio.
Un bel risultato, si potrebbe dire, ma non ci piace rigirare il coltello nella piaga della Amministrazione bolzanina: ci piace, invece, pensare che nasceranno a breve tanti altri ricorsi alle Autorità competenti per equiparare gli interventi di altri Sindaci di altrettante altre città che sono stati emessi sempre con un eccesso di potere e che hanno provocato notevoli danni agli operatori leciti che avranno, molto probabilmente, il diritto di riaprire le proprie attività, se chiuse, e di ricominciare nel proprio lavoro.
In sostanza, il Tar di Bolzano, nelle sue due ordinanze, ha sostenuto che le normative avverso le quali sono stati presentati i ricorsi ai casino online, anzichè regolamentare la distribuzione sul territorio del gioco legale, individuando aree circostritte di divieto di distribuzione del gioco lecito, hanno contribuito a determinare il divieto assoluto del gioco sull’intera area del Comune di Bolzano e non solo su parte dello stesso territorio, concretizzandone il cosiddetto effetto espulsivo.
La conseguenza di queste norme, per l’ampiezza del raggio di interdizione ed anche per la numerosità dei luoghi sensibili individuati dalla stessa normativa provinciale, comporterebbe che non vi sia alcuna via od area in Bolzano in cui possa essere esercitata una qualsiasi attività di gioco lecito. E questo per proporre ai cittadini un’offerta di prodotti legali, autorizzati dallo Stato a mezzo delle concessioni rilasciate, ma lascia invece spazio e voce al gioco illegale tramite i cosiddetti �totem� ormai apparsi ovunque in quella città.
Per esemplificare in percentuale, bisognerebbe dire che il territorio comunale è interdetto al gioco legale, sarebbe pari al 99.67%: praticamente, tutte le sale esistenti dovranno essere chiuse e nessuna di queste attività potrà spostarsi od aprire in altre vie delle città perchè tutte vietate dalla normativa esistente.

ludo